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Questa settimana abbiamo incontrato per voi

 

GIORGIO TESTI
Sito internet aziendale:
meglio statico o dinamico?
Molto spesso gli imprenditori credono che risparmiare sui costi di realizzazione del sito internet aziendale porti dei benefici in termini economici, per poi scoprire che, risparmiando, non solo non ottengono vantaggi, ma spendono molto più di quanto speravano di risparmiare. Insomma, non sempre una presenza in rete a basso costo è un risparmio per le PMI. Scopriamo perché con Giorgio Testi della Img01, agenzia pubblicitaria per lo sviluppo integrato dell'immagine aziendale.

- Facendo un rapido giro su internet, ci si accorge immediatamente che la maggior parte delle PMI ha un sito internet inadeguato o che non rispecchia l'azienda off-line. È sempre colpa degli imprenditori?
Gli imprenditori che fino a qualche anno fa volevano avere una presenza in rete s'imbattevano in operatori poco esperti che proponevano, nella maggior parte dei casi, un sito statico corredato da accorgimenti grafici mirabolanti, ma senza alcuna utilità in termini commerciali.
I siti gestiti dinamicamente erano una rarità, richiesta principalmente dalle grandi aziende e che dalle PMI non venivano neanche presi in considerazione, essenzialmente per due motivi: i costi di start-up e i tempi di aggiornamento del personale, cioè le conoscenze necessarie per gestire il proprio sito internamente all'azienda.

- Quali sono le principali differenze tra un sito statico e un sito dinamico?
Si potrebbe affermare che sono agli antipodi. Il primo è fermo, statico appunto. Ma ve la immaginate un'azienda che non cresce mai? Un imprenditore che resta immobile nel mercato è un imprenditore destinato a fallire, o quantomeno ad essere scavalcato dai propri concorrenti. Un'azienda è un'entità in movimento, che segue il mercato, che cambia e si aggiorna continuamente, dinamica appunto! Quindi il sito deve rispecchiare questa realtà e non restare immobile nel tempo.
Con un sito dinamico si può ottenere, sul web, un'immagine perfetta della proprio azienda, perché il sito può seguirne gli sviluppi e tenere costantemente aggiornati i propri partner e i propri clienti, ma anche i propri dipendenti.

- Molte agenzie pubblicitarie e studi grafici propongono servizi di aggiornamento mensile. Quali sono i pro e quali i contro di questa tipologia di offerte?
Se proprio si vuole trovare un vantaggio nell'affidare a terzi la gestione dei propri affari, anche se parliamo di business on-line, l'unica cosa che viene in mente è che si ha più tempo per dedicarsi ad altre cose. Ma per il resto ci sono solo svantaggi: tempi di aggiornamento lunghissimi, errori nella comunicazione, costi mensili da sostenere e, se non bastasse, la maggior parte delle volte non si ottiene neanche il risultato sperato. Semplicemente perché chi aggiorna il mio sito può essere un esperto di grafica e di linguaggi html, ma difficilmente sarà un profondo conoscitore della mia azienda, del mio mercato e, soprattutto, del mio cliente o navigatore che dir si voglia.

- In percentuale, quanto è importante la grafica e quanto i contenuti?
Verrebbe da dire 1% contro 99%, perché l'importanza dei contenuti è fuori discussione.
Certo, mettendo a confronto due siti ricchi di contenuti, una buona impaginazione grafica aiuta. Aiuta perché facilita la memorizzazione del sito, perché agevola la navigazione e quindi la fruizione dei contenuti che ho inserito, ma mentre dei buoni contenuti verranno letti e compresi anche in un'impaginazione di scarso effetto, è impossibile dire il contrario.

- Come si fa a rendere un sito interessante per un potenziale cliente?
E' l'utilità delle informazioni che deve guidare chi gestisce i contenuti di un sito internet aziendale. Il bello può attrarre l'attenzione per qualche istante, ma difficilmente aiuterà a creare un contatto. Chi visita il sito di un'azienda deve essere considerato un cliente potenziale, e chi cerca dei beni o dei servizi su internet nell' 80% dei casi vuole approfondire, quindi è importante rendere il sito interessante soprattutto sotto il profilo delle informazioni. Facciamo un esempio: se un'azienda vende prodotti alimentari, chi visita il suo sito non cercherà solo il catalogo della sua produzione, ma cercherà anche informazioni utili sulla conservazione degli alimenti, sulle ricette da realizzare per la cena. Dare al visitatore ciò che cerca vi consentirà di farlo restare sul sito e quindi di creare con lui/lei un contatto.

- Ma allora, qual è un costo accettabile per il sito internet di una PMI?
Un consiglio in questo senso può essere quello di non lasciarsi ingannare dalle superofferte o superpromozioni. Un sito a 300/400€ non è un buon sito.
Prima di tutto bisogna considerare la struttura del sito stesso. Home-page, storia, prodotti e contatti può essere la struttura di partenza, ma se a questo ci aggiungiamo la programmazione per la gestione dinamica della pagina prodotti, allora il costo si aggira già intorno ai 1500/2500€. Se io dovessi acquistare oggi un sito per la mia azienda credo che non stanzierei un budget inferiore ai 3000€. Andando a cercare un'agenzia che mi assicuri uno studio strategico della concorrenza e un visual design studiato appositamente.

- Come può un imprenditore capire se il sito che ha acquistato è adeguato al suo business?
In primo luogo bisogna corredare il proprio sito di un buon sistema di statistiche, con il quale monitorare gli accessi, seguire i percorsi interni del navigatore, avere un elenco delle pagine più visitate e, ancor più importante, uno delle pagine alle quali non accede mai nessuno, così da comprendere i propri errori e migliorarsi.
In ultima analisi, bisogna conoscere la percentuale dei contatti reali generati dal sito, così da capire se si è imboccata la strada giusta e, dove possibile, coinvolgere direttamente il navigatore, con un sondaggio ad esempio, per avere un contatto diretto e modificare i propri contenuti in base alle esigenze e alle richieste dei navigatori, che sono comunque potenziali clienti.

Per ulteriori informazioni potete collegarvi a www.img01.com

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