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Incontro con... |
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| MARIA TERESA PACCHIONI |
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Il vostro bilancio non vi soddisfa?
Imparate a "prevederlo"... |
| Avere la possibilità di prevedere
il proprio bilancio costituisce per un’impresa un grande vantaggio.
Ma davvero lo si può prevedere? Usando quali strumenti? Vediamo
in quale modo si può essere certi di controllare la redditività
della propria azienda. Ce lo spiega Maria Teresa Pacchioni della Società
Essezeta Controlgest che dal 1987 fornisce un servizio di assistenza
alle imprese per aiutarle a capire come migliorare la propria gestione.
Ecco cosa ci ha detto… |
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- In quale condizione si trovano le aziende che si rivolgono a voi?
Le aziende si rivolgono a noi spesso quando ci sono già dei problemi
di redditività, più raramente quando il risultato aziendale
è in calo rispetto ad anni precedenti ed i titolari non sono soddisfatti
del ritorno del loro investimento.
- Quali tipologie di aziende, secondo la sua esperienza, hanno più
necessità di prevedere il proprio bilancio?
Vedere il risultato di bilancio una sola volta all’anno nel mese di
marzo dell’anno successivo, può creare dei problemi in aziende
che hanno stagionalità molto marcate e propongono diversi servizi
per avere continuità lavorativa su dodici mesi, nasce pertanto l’esigenza
di anticipare i risultati e rivedere periodicamente le previsioni di ricavi
e di costi legate a ciascuna attività.
- Ma non ci sono già sul mercato dei software di contabilità?
I programmi di contabilità disponibili sul mercato danno un aiuto
in quanto servono a raggruppare le informazioni contabili in modo anche
diverso da quello prescritto obbligatoriamente per la presentazione di un
bilancio annuale. Questo però non basta, in quanto ogni azienda ha
delle specifiche esigenze che nascono non solo dal mix di prodotti e servizi
che offre, ma anche da come è organizzata al suo interno, quali sono
le persone che ci lavorano, quali sono le loro esperienze e le loro scelte
di vita. La nostra società si propone di collaborare con le imprese
per personalizzare gli strumenti di controllo che già esistono o
che richiedono di essere installati al fine di migliorare i risultati aziendali.
Per esempio: se devo fare un preventivo per la partecipazione ad un bando
di gara, per fornire un servizio ad un’azienda o ad un privato, occorre
che conosca bene il mio costo per ora lavorata, comprensivo di tutti i costi
aziendali (irap e irpeg inclusi) ed è bene sapere come si modifica
questo costo se il fatturato aumenta o diminuisce. Oppure: se devo accettare
un prezzo di mercato, mi devo chiedere a quali condizioni riesco a dare
un prodotto e/o un servizio che soddisfa nel tempo i miei clienti.
- Come si opera per prevedere un bilancio aziendale?
Per dare una risposta a questa domanda è necessario fare prima di
tutto un check-up aziendale che può partire semplicemente dall’analisi
di un bilancio di verifica seguito da un colloquio con chi nell’azienda
segue l’amministrazione ed i clienti; spesso si tratta di appena due
persone o addirittura una che fa da referente per poche altre che vengono
poi intervistate brevemente in modo da costruire una previsione o una verifica
delle previsioni basata su elementi concreti. Dopo questa prima analisi
ci sono elementi sufficienti per costruire una vera e propria previsione
economica su base annua che può essere fondata su elementi stabili
e ripetibili, ma può anche prevedere attività totalmente nuove,
relativamente alla quali non esistono precedenti bilanci o dati consuntivi.
Successivamente, in base alle caratteristiche dell’azienda, si decide
ogni quanti mesi simulare un bilancio di esercizio completo in modo da poter
verificare se si sono realizzate le previsioni e come, con quali differenze
e perché, solo in questo modo si possono anticipare le decisioni
prima della fine dell’anno o meglio prima di marzo dell’anno
dopo perché il bilancio definitivo non è verosimilmente pronto
prima di quella data.
- A chi serve tutto questo lavoro di ‘previsione’?
A tutte le aziende, con la differenza che le grandi società hanno
persone dedicate al loro interno che si occupano solo ed esclusivamente
di controllo di gestione mentre le piccole e medie imprese, che non hanno
le risorse umane da dedicare a tale attività, spesso lasciano perdere
finché il risultato di bilancio diventa in qualche modo non soddisfacente.
Questo comportamento rischia di far perdere tempo prezioso necessario per
dotare la società di strumenti idonei ad anticipare un mercato in
continua evoluzione. Basare il successo di un’azienda sull’intuizione
lungimirante del suo presidente o fondatore significa sperare che i suoi
successori abbiano altrettante doti naturali mentre in realtà tali
comportamenti si possono imparare.
- In che modo le piccole-medie imprese si possono rendere conto se vale
la pena investire risorse e denaro in questo strumento?
Lo strumento di partenza è sicuramente un check-up, cioè un’analisi
dei dati consuntivi integrati da informazioni che solo chi vive l’azienda
quotidianamente può fornire. Questo strumento ci consente di individuare
le aree di intervento specifiche, di impostare nuove metodologie operative
per migliorare quello che c’è già, di capire dove circoscrivere
eventuali interventi futuri.
Per ulteriori informazioni sull'argomento inviate una e-mail a t.pacchioni@cetac.it
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