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Incontro con... |
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| STEFANO LINARES |
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Più facile fare business negli
States...
con l'avvocato italiano! |
| Volete fare business negli Stati
Uniti? Le prospettive sono sicuramente eccellenti per le imprese italiane
ma è necessario conoscere il mercato, le leggi, le agevolazioni
fiscali e anche, perché no, le opportunità per ottenere
finanziamenti. Abbiamo chiesto tutte queste informazioni all'avvocato
Stefano Linares che ha il vantaggio di essere italiano e con il suo
Studio Linares Associates PLLC di New York è un punto di riferimento
per le piccole e medie imprese che intendono operare nel mercato americano.
Vediamo cosa ci ha detto… |
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- Ci sono ancora opportunità per le imprese italiane di fare
affari negli Stati Uniti?
Il mercato americano è potenzialmente immenso e fortemente ricettivo
nei riguardi dei prodotti targati Made in Italy. Il prodotto di gusto italiano
è ricercato, desiderato e considerato. Non a caso, le imprese italiane
detengono forti quote di mercato nei settori che più rappresentano
la forza della specializzazione industriale del nostro sistema industriale.
Occorre infatti tener presente che il mercato statunitense rappresenta per
l'Italia il terzo sbocco commerciale ed il primo al di fuori dell'area dell'euro.
- Esistono delle agevolazioni fiscali o finanziarie per le aziende
italiane interessate ad investire negli Stati Uniti?
C'è solo l'imbarazzo della scelta. Il Governo federale degli Stati
Uniti d'America attribuisce, infatti, la stessa rilevanza agli investitori
locali e a quelli stranieri, ponendo questi ultimi su di un piano essenzialmente
paritario rispetto agli investitori statunitensi. Questo atteggiamento di
apertura del Governo federale si traduce, nella possibilità offerta
agli investitori stranieri di godere degli stessi benefici, in tema di incentivi,
riconosciuti alle persone fisiche e giuridiche americane. Sono poi i governi
dei singoli Stati, anche a livello municipale o di contea, a prevedere numerose
tipologie di agevolazioni, sia a livello finanziario che fiscale, per richiamare
gli investitori stranieri.
- Ci può far capire come operano in concreto i diversi Stati
della Confederazione americana?
Cercano di incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e di elevare
i redditi dei residenti mediante strumenti di aiuto all'impresa come sovvenzioni
a fondo perduto, prestiti diretti e garanzie sui prestiti concessi da istituti
privati di credito. Ne potranno beneficiare, in particolare, quei soggetti
che progettino di insediare o di ampliare le loro infrastrutture produttive
nelle aree geografiche meritevoli di protezione. Nei limiti delle loro disponibilità
di bilancio, i singoli Stati sono spesso attivi promotori, in concorrenza
reciproca, di politiche volte a favorire nuovi investimenti produttivi sul
proprio territorio; è frequente, ad esempio, l'ipotesi in cui i diversi
Stati prevedano per i costi destinati alla ricerca e allo sviluppo la possibilità
di dedurre tali costi, nel loro intero ammontare, dal reddito d'impresa.
- Quali sono gli stati che offrono le agevolazioni più convenienti?
Il mio consiglio è di svolgere un'approfondita indagine comparativa
delle diverse tipologie incentivanti offerte dai singoli Stati al fine di
individuare l'area più idonea alle proprie esigenze commerciali ed
industriali, tenendo ben presente anche l'orientamento dei governi locali,
contee e municipalità, sempre disponibili a negoziare, caso per caso,
con il singolo imprenditore, forme di agevolazioni "su misura".
- Quanto è conveniente per un'azienda italiana costituire
una società negli Stati Uniti?
La costituzione di una società richiede pochissime formalità
e può essere effettuata in tempi decisamente più brevi di
quanto avviene in Italia. A questo scopo viene incaricato un avvocato, mentre
non è previsto l'intervento del notaio. Negli Stati Uniti, la costituzione
delle società è regolata dalla legge dello Stato nel quale
esse vengono registrate inizialmente. Per alcuni tipi di società
è necessario tuttavia ottenere un permesso specifico da parte delle
autorità locali. E' richiesta una licenza, ad esempio, per aprire
un ristorante, un'agenzia immobiliare, un centro di bellezza, un asilo o
un autofficina. Non è invece richiesto alcun capitale minimo al momento
della costituzione, diversamente da quanto avviene nel nostro paese. Un'eccezione
è prevista però per quelle società che operano nel
settore bancario, assicurativo o che offrono servizi connessi a quei settori.
- Come avvocato quali consigli può dare ad una impresa che
desidera operare in questo mercato?
E' necessario scegliere la struttura societaria più adatta a quella
dello Stato americano fiscalmente più vantaggioso nel quale insediarsi,
fino alla vera e propria fase di costituzione e/o domiciliazione, compresa
la gestione contabile e fiscale (redazione bilancio annuale, dichiarazione
dei redditi, preparazione stipendi e dichiarazioni relative) e le pratiche
necessarie per ottenere i permessi di soggiorno ed i visti di lavoro. Occorre
anche curare con estrema attenzione la negoziazione e redazione dei più
importanti contratti commerciali (tra cui, agenzia, distribuzione, vendita,
franchising, joint-venture, licenza di marchio, accordi di segretezza, memorandum
of understanding, shareholder agreements). Infatti la redazione di contratti
in grado di interagire con un partner straniero su un piano di perfetta
parità, sia linguistico che normativo, evita problemi che spesso
si trasformano in perdite di denaro.
- In quali altri casi ritiene sia di utilità la consulenza
legale?
Beh, sicuramente nella delicata fase del recupero crediti, sia in territorio
statunitense che in Italia: dalla semplice predisposizione di lettere di
diffida ("Demand Letters"), alla più complessa redazione
di atti di citazione, dal loro deposito presso le corti territorialmente
competenti sino alla loro notifica nei due Paesi, compresa la gestione di
eventuali attività giudiziali. Ma anche nella fase di registrazione
di un marchio negli Stati Uniti e in Canada. Il ruolo strategico che il
marchio riveste per un'azienda che decida di investire in un mercato così
competitivo come quello americano, e la necessità di disporre di
strumenti adeguati a prevenire eventuali atti di contraffazione e concorrenza
sleale, sono alla base della scelta operata dallo studio di offrire una
specifica assistenza e consulenza.
- Ma lei non crede che per una piccola impresa sia proibitivo rivolgersi
ad uno studio legale americano?
Proprio questa considerazione è stata alla base della scelta, operata
dal nostro studio, di optare per una struttura agile e snella che ci consentisse
di abbinare, alla qualità dei servizi offerti, costi competitivi.
La profonda conoscenza della realtà imprenditoriale italiana e del
mercato ci ha convinto della opportunità di adottare, accanto al
tradizionale sistema basato sulla tariffa oraria (utilizzato ormai da tutti
gli studi americani e da diversi studi nostrani, ma spesso di difficile
interpretazione per i clienti italiani) una soluzione alternativa, che potesse
venire maggiormente incontro alle esigenze della singola azienda e le offrisse,
ad esempio, la possibilità di negoziare un compenso a forfait, in
grado probabilmente di garantire una superiore trasparenza.
- Oltre alla convenienza economica, ci sono altri motivi per i quali
un imprenditore dovrebbe preferire un avvocato di New York?
Un ulteriore vantaggio di cui, senza dubbio, occorre tener conto è
rappresentato dalla possibilità di poter interagire con un professionista
in grado non solo di comunicare nella stessa lingua, di cui conosce anche
le più piccole sfumature, ma anche di comprendere appieno le esigenze,
le aspettative, la realtà italiana nella quale l'azienda si muove
e tutte le possibili difficoltà legate ad un mondo, quello americano,
tuttora lontano dal nostro ma nel quale noi, invece, ci sentiamo perfettamente
a nostro agio.
- Quali suggerimenti si sente di dare ad un'azienda italiana interessata
ad espandere le proprie attività commerciali negli Stati Uniti?
La messa in opera di una rete distributiva all'estero costituisce, senza
alcun dubbio, un'esigenza per quasi tutte le imprese che operino a livello
internazionale. Volendo dare un quadro generale, è possibile distinguere
fra cinque differenti soluzioni, alternative tra loro, ma tutte in grado
di rispondere agli specifici obiettivi commerciali che ciascuna azienda
intende perseguire - Procacciatori d'affari e/o Intermediari occasionali,
soggetti, cioè, che promuovono in via saltuaria la conclusione di
affari; - Agenti di commercio, incaricati stabilmente della promozione delle
vendite in un determinato territorio; - Distributori, soggetti, cioè,
che curano la distribuzione dei prodotti in un territorio, agendo in veste
di acquirenti-rivenditori; - Società Filiali e Sussidiarie, controllate
direttamente, o insieme ad un socio americano, dall'impresa italiana; -
Joint Venture, impresa commerciale costituita da due o più persone
o imprese in associazione che ha per finalità una singola operazione
o il completamento di un singolo progetto.
- Ma, un imprenditore che volesse avere una certa garanzia di successo
negli States, in cosa dovrebbe essere cauto?
L'azienda italiana, grande o piccola, che voglia tentare la strada degli
USA, deve essere consapevole che gli importatori americani sono estremamente
esigenti, perché altrettanto esigenti sono i consumatori ai quali
essi si rivolgono. E' perciò una visione professionale accurata,
adeguatamente preparata e proiettata sul lungo termine, quella che può
dare le migliori garanzie di successo. Una volta stabiliti con soddisfazione
i primi rapporti d'affari, ecco che il successo rimane nel tempo, il mercato
si apre e le soddisfazioni giungono in misura più che proporzionale.
Ecco perché spesso all'attività commerciale fa seguito la
decisione di stabilire un'attività più stabile e permanente,
attraverso l'investimento e la costituzione di una sede o di un impianto
che consentano di produrre vicino al mercato finale. Chi è dunque
in qualche modo orientato ad avviare una propria attività in tale
direzione, sappia che si tratta di un processo che va affrontato con la
necessaria serietà e avvalendosi di un adeguato supporto professionale.
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